PRINCIPIO D'INDETERMINAZIONE DELL'ANIMA


Navigano attraverso queste tiepide luci 
elementi discordanti 
fluttuando tra passato e futuro 
nessun presente esiste al di là di questa vista 

L’uomo che combatte la natura, naufraga tra le risate degli Dei 

Era dunque un soffice respiro 
portato felicemente sulle spalle d’un albero 
morto nella foce d’un torrente 
trainato dalle foglie cadute 

Tra i mali peggiori, la solitudine che si trasforma in amore 

Io sono Dio 
ricordo sperduto tra un chicco di grano 
immenso tra la vastità d’un pensiero 
affranto dalla singolarità 

Nessun vento può scegliere la tua rotta se non sai navigare 

Morire è mutare 
accorgersi di saper andare 
immune da attriti per viaggiare 
fino al confine d’un sogno 

Quanto è agghiacciante non poter riposare 
senza pensare 
alle pagine bianche del mio tramonto 
al gusto un po’ amaro che il cielo 
ha versato sulle distese acquose 
in una conturbante notte piena di folclore 

La morale è la debolezza dell’intelletto 

Sull’asfalto afoso d’Aprile 
gli spiriti liberi volano 
un fiore si appresta a sbocciare 
ma non è primavera 
perché non porta il tuo nome 

La mia città è triste e colma d’imbecilli 
ma tra la nebbia appaiono gli idilli 
Il cuore e la mente sono eterne lotte 
vieni lasciamoci persuadere dalla nera notte 

Eccomi qua 
in questo splendido sogno irreale 
dove ogni piccolo movimento fa star male 
dove ogni piccola ansia fa battere il cuore 
dove ogni luce è scomparsa 

Cos’è il sapere se non la strada che porta al decadimento 

Nel cielo dimora di stelle 
sarà detto che Dio riposa sul sole 
con la mano chiusa sulla Speranza 
custodisce il Genio geloso 

Volgere al cielo pianti futili 
dove l’aura celeste protegge 
la paura del rifugio cristiano 

Credo d’aver superato il limite 
incurante del danno 
come già lo furono i miei predecessori 
sono annoiato e stanco 
ho strani e tristi sorrisi 

Invoco l’infanzia perduta 
una voce mi stringeva l’anima 
e forse avevo incontrato la Musa 

Ho seppellito le vostre anime 
Ho scorticato le vostre urla 

Quando l’ignoranza ti giudica, vuol dire che hai fatto un buon lavoro 

Noi che non abbiamo il coraggio di vivere 
che corriamo contromano verso una chimera 
che lieti ci ammazziamo di lavoro 
che ribelli lo siamo 
dentro della nostra purezza una polvere 
della nostra ironia una palude 

Andiamo giovani fantasmi andiamo 
nulla può fermare il nostro cielo 
non abbiamo orrore delle disfatte 
sfavillanti come fuochi bruciamo 

Cortigiane e vergini fresche come rose 
al nostro fianco camminano 
noi anziani precoci cantiamo 
l’odore della notte ingiallita 

Come puoi pretendere rispetto dalle persone se tu per primo non hai rispetto di te stesso? 

Cosa manca 
l’amore forse l’amore sempre 
di questa pace assurda come la mia 
che scivola inquieta sulle lacrime 

Il vostro occhio ha serbato spleen 
e nel mio ricordo una carezza 

Non ci furono orgogli né risentimenti 
non abbiamo soldi né ricchezze 
l’animo solo è grande 

Cara quale fiume prenderemo? 
Quale bacio scopriremo? 
Noi siamo dannati! 

Quando pensi di parlare a nome di tutti, mettiti una camicia di forza 

Appena ebbi il sospetto 
mi trovai circondato 
nessuna catena lega il pensiero 
avevo paura ed era terribile 
un senso di stordimento 
laconico e impietrito 

Non tendere lo sguardo assente 
verso infinite battaglie 
son qui 
carnefici e accusatori 
moralisti e religiosi 
non potrai scappare 
non potrai lottare 
devi solo ascoltare 
ingiurie contro una demenza 
che senza prepotenza 
potrei chiamare genialità 

non sono colpevole 
non ridete 
trovate divertente un castello in frantumi? 

Un battito d’ali non abolirà mai il caso 

Ho rubato e assaporato amori che non erano miei 
gioendo a emozioni che non mi appartenevano 
ladro di sogni ladro di tarli 

Avvolto da una difficile noia 
avevo bisogno di fuggire 
attraversare i tuoi corridoi 
tra la nebbia di un ricordo 
e l’ironia di un tarlo 

Ero disposto a ricordare 
momenti andati 
sorrisi in lontananza 
fotografie d’una felicità 
mai pienamente scordata 

Eccomi qui a soffocare 
seppellisco la vita e i suoi affari 
miserabile individuo 

Porgere le tue paure è peggio di innamorarsi 

Abili dosatori di fuliggine 
dolorosi fili di rame ingarbugliano le mani ignude 
visioni irreali di cavalli morti 
per mano di adolescenti dai bianchi capelli 

Il sogno è la mia condanna? 

Se questa strada non ti ha portato a niente 
lottando tra beffardi sorrisi 
stupide persone che hanno smarrito 
l'intelligenza dei loro sogni 

Sbarcarono gli amori 
solo per umiliare il cuore 
nessuno mi è pari 
nessuno merita i miei errori 
non avendo il coraggio d’odiare 
rimpiango i misteri svelati 

Ho l’animo talmente corrotto che non riesco a dormire 

Estasi languida 
e pensieri in subbuglio 
non conosci la pallida speranza 
dove la luce del mare muore 
dividendo i sogni e le realtà? 

Allucinato senso di paura 
Ora placata dalla gioia che verrà 
Altezzoso per necessità vere 
Alterato perché temo il vuoto 
Il mosaico-vita ha perso i tasselli 
Ed io ora dormo con i lombrichi 

Cosa son le mie parole 
se non cieli interiori 
che rivelano la poca volontà 
di riuscire a combattere la realtà 

L’infanzia finisce quando si comprende il significato della morte 

Vorrei essere capace di scolpire il soffio della tua anima 
Trascinarti verso illuminate follie 
Scomparire nel tuo sguardo 
morire tra le tue labbra 

Rifiuterei l’eternità per la frazione di un tuo sguardo 
siamo navi in preda alla bufera 
siamo distrutti 

Ho il sorriso dei problemi che il mio avvenire mi può dare 

Due sguardi si sfiorano 
ed io sono te 
e tu sei me 
nessuno che ci ascolta 
nessuno che ci parla 

abbraccia questa visione 
libera il tuo torpore 
uniamoci in una ambigua litania 

gli argini si sono spezzati 
invano astratto 
sulla candida assuefazione 

nessuno può giudicare 
nessuno può attrarre 
nessuno è fermo realmente 

Preferisco un sogno alla disperazione 

Ascolta per un tratto 
l’incalcolabile emozione 
l’intelligenza d’un viaggio 
il tiepido sorriso dello Spazio 
la sofferenza del Tempo 

Gli oscuri fiumi 
tra il mio dolore infinito 
da me tutto fugge anche le mie parole 

Le prime stelle galoppano la notte di madreperla 
spargono lacrime sul mondo 
farfalle a vogar nel lento tremolio del sangue 

Ho baciato teneramente la mia follia 
lembi di carne sul mio animo 
eterna disperazione 
ti meriti ogni dolce attenzione 

Cerco di stare a galla ma a volte dimentico di nuotare 

Ho dimenticato ogni ragionevole pensiero 
cerco di risalire questa pazzia 
mi piace l’anima tua in sogno 
l’estate è morta nella partenza 
un sorriso 
ma io ti odio almeno quanto t’amo 

Io ho visto la menzogna 
celarsi fra lacrime imbevute d’ipocrisia 
accarezzato da questo turbinio di emozioni 
ho spinto il mio sguardo al di là di questo burrone 

Forse quello che cerchi lo trovi al di là della paura

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