LIMBO
a questa inerzia noia d’un vagabondare nel nulla
poiché ogni cosa oggi si affievolisce
Un gemito s’appoggia alla mia finestra
il ticchettio lento del vento attraversa la mia mente
a quale pazzia dovrò assistere stanotte!
Varcata quella soglia potrò tornare indietro?
Cosa cela quell’uragano nel deserto?
Annuso questa stella poggiata sulla testa
l’uomo è domandarsi, meravigliarsi.
Attraverso la nera palude
ed ogni rimorso assale le mie ossa
il vento accarezza le foglie
tormenti nascosti tra le rocce
Lentamente senza affrettarsi
andare e forse ritornare
perché questo è il cammino
che bisogna incontrare
La musica accompagna i passi
ed ho il pieno controllo dei miei pensieri
io conosco già questa visione
conosco questi sentieri
La luna è splendente
ed io dovrei avere paura
un occhio che mi guarda
un suono che mi abbaglia
Ho scordato qualcosa prima di partire
non ricordo cosa, l’importante è finire
riuscire a vincere per non rischiare di perdersi
Io so cosa attrae queste strane farfalle
è so perché ogni lamento qui è straziante
nessuno scappa, nessuno s’affanna
non c’è tempo, non c’è spazio
Gli incontri sono abbaglianti
ricordi perduti dentro cantiche non rivelate
dov’è il sole?
devo fare in fretta prima che mi perda
Il sentiero scompare
perché nulla ho di cui scappare
felice del mio vagabondare
fra le stelle del mio penare.

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